venerdì 16 marzo 2012

Sentenza storica della Corte di Cassazione


Solo due giorni fa il Parlamento Europeo aveva dato il suo benestare, seppur si tratti di una mera dichiarazione di principio, alle unioni omosessuali; il Parlamento Europeo ha dichiarato, infatti, inammissibile che alcuni governi "mettano in atto definizioni restrittive della definizione di 'famiglia' allo scopo di negare la protezione legale alle coppie dello stesso sesso e ai loro bambini".

Ieri la Corte di Cassazione ha fatto un ulteriore passo avanti riconoscendo che la diversità di sesso non è più “presupposto indispensabile” del matrimonio.
Il caso è quello di una coppia di omosessuali di Latina che avevano, nel 2002, contratto matrimonio in Olanda. Avevano poi richiesto la trascrizione del certificato di nozze come atto pubblico al loro comune di residenza; a seguito del rifiuto da parte del comune di Latina avevano tentato, senza successo, ricorso al Tribunale ed alla Corte d’Appello di Roma.
La Cassazione, con la sentenza di ieri, pur rigettando la richiesta di trascrizione del certificato matrimoniale, motiva la sua decisione in oltre settanta pagine dalle quali emerge l’incompatibilità della richiesta con l’ordinamento giuridico italiano, ma in cui si precisa che alla relazione stabile di una coppia dello stesso sesso debbano essere riconosciute le stesse tutele proprie della vita familiare al pari di una qualunque coppia eterosessuale.

I risvolti sociologici di questa sentenza storica potranno dare dei frutti solo con il tempo. Mi sembra, tuttavia, un buon inizio per una “normalizzazione psicologica” della condizione omosessuale.  

Nessun commento:

Posta un commento